“Per filo, per segno”, a Pordenone la mostra dedicata a Luciano Savio e ai manifesti del Novecento

“Per filo, per segno. Dall’ingegno di Luciano Savio ai manifesti del ’900” è la mostra ospitata dal Palazzo del Fumetto di Pordenone dal 17 ottobre 2026 al 29 marzo 2027. Un progetto espositivo dedicato alla memoria industriale della città, alla storia dell’imprenditore Luciano Savio e all’evoluzione della grafica pubblicitaria italiana, inserito nel programma ufficiale di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

Promossa dal Comune di Pordenone, l’esposizione intreccia industria tessile, innovazione tecnologica, design, moda e comunicazione visiva attraverso documenti storici, manifesti pubblicitari, materiali d’archivio e testimonianze.

Curata da Maurizio Scudiero e ideata e coordinata da D&Co., la mostra racconta una stagione fondamentale della storia economica e culturale italiana, restituendo il legame tra l’ingegno imprenditoriale e la creatività artistica.

“Per filo, per segno”: la mostra al Palazzo del Fumetto di Pordenone

Pordenone possiede una forte identità industriale e manifatturiera. Per un lungo periodo è stata una delle capitali italiane del cotone, grazie alla presenza di grandi stabilimenti che hanno accompagnato la crescita economica e la trasformazione sociale della città.

Un passato produttivo tanto significativo da farle guadagnare l’appellativo di “Manchester d’Italia”.

In questo contesto si inserisce la figura di Luciano Savio, protagonista di una delle più importanti esperienze imprenditoriali del territorio e artefice dello sviluppo di un’azienda diventata leader mondiale nella produzione di macchinari per la filatura.

La mostra “Per filo, per segno” parte proprio dalla sua storia per costruire un racconto più ampio, capace di mettere in relazione il lavoro industriale con la nascita di nuovi linguaggi estetici e comunicativi.

Luciano Savio e la storia industriale di Pordenone

Al centro del percorso espositivo c’è Luciano Savio, imprenditore che ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell’industria meccanotessile italiana.

La sua vicenda testimonia come intuizione, competenza tecnica e capacità imprenditoriale possano trasformare un’attività industriale in un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale.

L’azienda Savio ha sviluppato e perfezionato nel tempo macchinari fondamentali per la produzione tessile, contribuendo a rendere possibile la realizzazione di tessuti destinati anche alle grandi creazioni della moda italiana.

La mostra ricostruisce questa evoluzione attraverso materiali documentari e testimonianze, mettendo in evidenza il ruolo della tecnologia nella trasformazione del settore.

I manifesti pubblicitari del Novecento tra arte, moda e comunicazione

Accanto alla storia industriale, l’esposizione presenta una selezione di manifesti storici e campagne pubblicitarie realizzate per alcuni dei marchi più conosciuti del settore tessile italiano.

La grafica pubblicitaria del Novecento diventa così uno strumento per osservare l’evoluzione del gusto, dei consumi, della moda e della comunicazione di massa.

Manifesti colorati, immagini promozionali e materiali d’epoca raccontano come i prodotti dell’industria tessile siano entrati nell’immaginario collettivo, trasformandosi in simboli di modernità, eleganza e innovazione.

Il percorso offre uno sguardo originale sul rapporto tra produzione e rappresentazione: dietro le immagini della moda e della pubblicità emerge il lavoro di aziende e tecnici che hanno reso possibile la realizzazione dei tessuti.

Il progetto espositivo raccontato da Maurizio Scudiero

Secondo il curatore Maurizio Scudiero, uno degli aspetti più significativi dell’esposizione è il dialogo tra i manifesti pubblicitari e la realtà industriale che ne ha reso possibili i prodotti.

Le immagini promozionali, diffuse sui muri delle città durante il Novecento, mostravano al pubblico il risultato finale di un lungo processo produttivo.

Dietro quei tessuti e le creazioni della moda italiana si trovava anche il contributo tecnologico dell’azienda Savio, che nel corso dei decenni ha continuato a sviluppare e perfezionare i propri macchinari.

La mostra permette quindi di guardare alla pubblicità non soltanto come espressione artistica, ma anche come testimonianza di un sistema produttivo e di una cultura del lavoro.

Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027

“Per filo, per segno” rientra nel programma ufficiale di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 e rappresenta uno dei progetti che mettono in relazione il patrimonio produttivo con l’identità culturale della città.

Alberto Parigi, Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone, sottolinea come la vocazione imprenditoriale e manifatturiera e l’anima culturale del territorio siano due tradizioni strettamente connesse.

La mostra dedicata a Luciano Savio rappresenta un esempio di questo legame, perché unisce impresa, grafica, fumetto, territorio e nuove generazioni.

Il progetto dimostra come il saper fare di una comunità possa diventare patrimonio culturale, trasformandosi in immagini, memoria e racconto.

Il Palazzo del Fumetto e il dialogo tra linguaggi artistici

La scelta del Palazzo del Fumetto come sede espositiva evidenzia la volontà di far dialogare discipline e linguaggi differenti.

Il presidente Marco Dabbà sottolinea come una delle prerogative fondamentali dell’istituzione sia il confronto continuo con il mondo artistico e con le diverse espressioni dell’ingegno umano.

In questo caso, la creatività incontra il patrimonio manifatturiero pordenonese, dando vita a un progetto che supera i confini tradizionali della mostra storica.

L’esposizione diventa così un’occasione per riconoscere il valore culturale della produzione industriale e il suo rapporto con l’immaginario visivo.

Le collaborazioni e gli archivi coinvolti

“Per filo, per segno” nasce dalla collaborazione tra istituzioni culturali, archivi e realtà imprenditoriali.

Tra i partner del progetto figurano il Museo Nazionale Collezione Salce, la Rete Archivi Biellesi, l’Archivio Depero di Rovereto, Leo Galleries e l’Archivio Savio.

Alla realizzazione della mostra ha contribuito anche una rete di aziende storicamente legate all’impresa, che hanno messo a disposizione materiali documentari e testimonianze.

Questo lavoro condiviso ha permesso di ricostruire un patrimonio industriale e visivo attraverso fonti diverse, valorizzando la memoria di un’eccellenza italiana.

Il significato dell’eredità industriale di Savio

Per Mauro Moro, Amministratore Delegato di Savio, il progetto permette di riportare alla luce una storia che continua a produrre valore anche nel presente.

L’esperienza di Luciano Savio nasce dall’ingegno e dalla tenacia di una comunità che ha saputo trasformare la tecnica in cultura e il lavoro in visione.

Questa eredità continua a vivere nelle persone che progettano, innovano e immaginano nuove possibilità produttive.

Restituire la storia di Savio alla città significa quindi riconoscere il tessile non soltanto come attività economica, ma come parte integrante di un’identità collettiva.

Il catalogo di “Per filo, per segno”

Ad accompagnare la mostra è un catalogo che approfondisce i temi dell’esposizione e ricostruisce l’evoluzione della produzione tessile dall’Ottocento ai giorni nostri.

Il volume si apre con gli interventi del sindaco di Pordenone Alessandro Basso e dell’Assessore alla Cultura Alberto Parigi, che evidenziano il valore del progetto all’interno del percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

Seguono i contributi di Marco Dabbà, presidente del Palazzo del Fumetto, Mauro Moro, amministratore delegato di Savio Macchine Tessili S.p.A., Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico, e Maurizio Scudiero, curatore della mostra.

Il catalogo comprende inoltre gli interventi di Luca Marigliano di Eupolis Studio Associato e di Danilo Craveia, archivista e ricercatore della Rete Archivi Biellesi.

Documenti, manifesti, materiali d’epoca e opere esposte accompagnano il lettore in un viaggio attraverso la storia dell’industria tessile e delle tecnologie che ne hanno sostenuto l’evoluzione.

“Il filo che resta”, la storia di Luciano Savio diventa un fumetto

Uno degli elementi più originali del progetto è la realizzazione di “Il filo che resta”, un fumetto dedicato alla vita e all’esperienza imprenditoriale di Luciano Savio.

L’opera, realizzata a cura del Palazzo del Fumetto, racconta la vicenda del capitano d’industria che ha contribuito a costruire la storia del meccanotessile e a portare nel mondo il nome di Savio Macchine Tessili.

La sceneggiatura è firmata da Luca Barbieri, autore di Sergio Bonelli Editore, mentre i disegni sono di Alberto Della Libera.

La supervisione è affidata a Emanuele Barison, vicepresidente del Palazzo del Fumetto.

Attraverso il linguaggio del fumetto, la storia industriale diventa un racconto accessibile e coinvolgente, capace di intrecciare memoria personale, innovazione tecnologica e trasformazione del territorio.

Una mostra tra passato industriale e futuro culturale

“Per filo, per segno” non si limita a ricostruire il passato manifatturiero di Pordenone, ma propone una riflessione sul valore contemporaneo di questa eredità.

Il progetto si inserisce in un più ampio lavoro di valorizzazione culturale del territorio, con l’obiettivo di rendere accessibile a pubblici differenti una storia di innovazione, lavoro, visione imprenditoriale e comunicazione visiva.

Accanto alla mostra sono previsti contenuti editoriali, materiali divulgativi e diversi eventi collaterali, pensati per ampliare le occasioni di conoscenza e partecipazione.

La memoria del tessile diventa così un punto di partenza per raccontare una città che continua a costruire la propria identità attraverso il rapporto tra industria, creatività e cultura.

Informazioni sulla mostra

Titolo: “Per filo, per segno. Dall’ingegno di Luciano Savio ai manifesti del ’900”.

Date: dal 17 ottobre 2026 al 29 marzo 2027.

Sede: Palazzo del Fumetto, Pordenone.

Promotore: Comune di Pordenone.

Curatore: Maurizio Scudiero.

Ideazione e coordinamento: D&Co.

Protagonista: Luciano Savio, imprenditore e figura centrale dello sviluppo dell’industria meccanotessile pordenonese.

Temi: storia industriale, produzione tessile, innovazione tecnologica, grafica pubblicitaria, manifesti del Novecento, moda, design e comunicazione visiva.

Collaborazioni: Museo Nazionale Collezione Salce, Rete Archivi Biellesi, Archivio Depero di Rovereto, Leo Galleries, Archivio Savio e aziende storicamente legate all’impresa.

Catalogo: volume di approfondimento storico e artistico con contributi istituzionali, testimonianze e documenti d’archivio.

Fumetto originale: “Il filo che resta”.

Sceneggiatura fumetto: Luca Barbieri.

Disegni: Alberto Della Libera.

Supervisione: Emanuele Barison.

Programma culturale: Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

Con “Per filo, per segno”, il Palazzo del Fumetto racconta una pagina fondamentale della storia di Pordenone attraverso il dialogo tra macchine tessili, manifesti pubblicitari e linguaggi artistici. Un percorso che restituisce il valore dell’ingegno di Luciano Savio e mostra come l’eredità manifatturiera possa continuare a generare cultura, identità e nuove visioni del futuro.

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