E Morte non avrà dominio debutta al Romaeuropa Festival
E Morte non avrà dominio, la prima Ballad Opera firmata da Vinicio Capossela, debutterà il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico di Roma nell’ambito del Romaeuropa Festival, per poi intraprendere una tournée nei principali teatri italiani.
Il progetto nasce dal lavoro sviluppato attorno a Under Milk Wood, il celebre poema per voci di Dylan Thomas, già al centro dell’anteprima presentata al Salone Internazionale del Libro di Torino e del radiodramma Sotto il bosco di latte, trasmesso da Rai Radio3 e disponibile su RaiPlay Sound.
Con questa nuova creazione, Capossela porta in scena un’opera teatrale e musicale dedicata alla memoria dell’amico Renato Striglia, dj radiofonico scomparso prematuramente, che per anni aveva lavorato a una versione italiana del testo di Thomas senza riuscire a completarla.
Una Ballad Opera tra amicizia, memoria e comunità
Al centro dello spettacolo c’è un universo popolato da voci, presenze e ricordi. E Morte non avrà dominio celebra la vita, l’innocenza, la pluralità e l’infanzia del mondo attraverso il villaggio immaginario di Llareggub, creato dalla penna di Dylan Thomas.
La scena diventa uno spazio sospeso, abitato da figure che emergono dall’oscurità come fantasmi di una comunità perduta e insieme ancora viva. In questo paesaggio umano e sonoro, la morte non è un punto d’arrivo, ma un seme da cui può nascere nuova creazione.
Capossela costruisce così un’opera che parla di legami, assenze, fallimenti e rinascite, intrecciando racconto e canzone in una forma teatrale originale e profondamente personale.
Pierpaolo Capovilla guida il viaggio nel villaggio di Llareggub
Accanto a Vinicio Capossela, protagonista della Ballad Opera sarà Pierpaolo Capovilla, chiamato a condividere un racconto che attraversa amicizia maschile, solitudine, ribellione e quella che lo stesso Capossela definisce un’epica del fallimento.
Solo con un gatto e disteso in una vasca che richiama un’arca di Noè, Capovilla viene visitato dalle presenze della comunità del vissuto. La sua figura raccoglie in sé echi di Renato Striglia, di Dylan Thomas e di Capitan Gatto, il marinaio cieco tra i personaggi centrali dell’opera originaria.
Attraverso la sua voce e la sua presenza scenica, lo spettacolo diventa un viaggio tra memorie, ossessioni e visioni, in cui il teatro si trasforma in luogo di apparizioni e ascolto.
Le parole di Vinicio Capossela
«Questa storia, il radiodramma, le canzoni, la Ballad Opera che qui presentiamo, tutto nasce da una morte. Da un seme raccolto che deve andare oltre quella morte per generare», racconta Vinicio Capossela.
L’artista descrive il progetto come una storia di amicizia e di elementi oggi quasi fuori tempo: il rock’n’roll, l’amore per i cattivi maestri, l’ammutinamento, il sabotaggio, la ribellione, l’anarchismo, la fragorosa solitudine e la felinità.
Attorno alla vasca in cui si muove Capovilla, prendono forma i fantasmi di una vita trasformata in canzoni, dando origine a una narrazione in cui il ricordo diventa materia viva.
Quindici nuove canzoni per una partitura teatrale
La Ballad Opera vede in scena musicisti, cantanti d’opera, interpreti e voci registrate, chiamati a costruire una comunità mutevole e visionaria. Le presenze si rincorrono come segnali radio, mentre le canzoni originali composte da Capossela diventano parte integrante della narrazione.
Il pubblico potrà ascoltare per la prima volta quindici brani inediti, destinati successivamente a confluire nel nuovo lavoro discografico dell’artista.
La dimensione musicale e quella teatrale si fondono in una partitura corale che fa della comunità il proprio centro espressivo, opponendo alla solitudine contemporanea la forza delle voci condivise.
Uno spettacolo sull’innocenza e sulla pluralità
Capossela definisce E Morte non avrà dominio un lavoro sull’innocenza, sull’Eden perduto e sulla comunità. Nel villaggio immaginato da Dylan Thomas, ogni personaggio è semplicemente ciò che è, in una pluralità che il mondo dell’ordine e del potere tende a confinare.
In un presente segnato da guerre, paure e nuove forme di isolamento, lo spettacolo sceglie di stare dalla parte della fragilità, della differenza e della vita.
Il titolo, ripreso da Dylan Thomas, diventa così una dichiarazione poetica e politica: la morte non avrà dominio finché resteranno voci capaci di ricordare, cantare e generare nuove possibilità.
Le date della tournée teatrale
Dopo il debutto nazionale al Romaeuropa Festival, E Morte non avrà dominio sarà in scena il 9 e 10 ottobre al Teatro Due di Parma, il 13 e 14 ottobre al Teatro delle Muse di Ancona, il 21 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli, il 24 ottobre al Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro, il 28 e 29 ottobre al Teatro Massimo di Cagliari.
La tournée proseguirà l’1 e 2 novembre al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, il 4 e 5 novembre al Politeama Genovese di Genova, il 18 novembre al Teatro Sociale di Como, il 22 e 23 novembre al Teatro Colosseo di Torino, il 2 dicembre al Teatro Duse di Bologna, il 5 dicembre al Teatro Lyrick di Assisi, il 6 dicembre al Teatro Galli di Rimini, il 19 dicembre al Teatro Goldoni di Livorno e il 21 dicembre al Teatro Verdi di Firenze.
Le prevendite saranno attivate progressivamente attraverso i siti dei teatri ospitanti e i principali circuiti di vendita autorizzati.

