La birra e gli italiani: identità, valori e nuovi rituali di consumo
La nuova edizione del Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra fotografa l’evoluzione del rapporto tra gli italiani e una delle bevande più amate del Paese.
Milano, 26 novembre 2025 – La birra continua a raccontare trasformazioni, abitudini e sensibilità dell’Italia contemporanea. Non più soltanto simbolo di convivialità, ma anche espressione di equilibrio, moderazione e qualità: è questa l’immagine che emerge dalla nuova edizione del Centro Informazione Birra (CIB), l’osservatorio periodico promosso da AssoBirra e realizzato da BVA Doxa.
Oggi, per oltre due terzi degli italiani, la birra rappresenta soprattutto un’occasione per stare insieme, un valore condiviso tra generazioni ma vissuto in modo diverso: la Gen Z la interpreta sempre più come scelta identitaria e consapevole, mentre Millennials e Gen X ne custodiscono la tradizione sociale e culturale.
Il report conferma come la birra sia entrata stabilmente nella quotidianità: per un consumatore su due (49%) è ormai parte dei rituali personali, dal relax domestico alle serate con gli amici. Il 55% ritiene che sia diventata una presenza più costante rispetto al passato, soprattutto nella Generazione X (57%) e tra i Millennials (55%). Alla convivialità si aggiunge un crescente interesse verso qualità (35%), autenticità e sostenibilità (40%), aspetti particolarmente sentiti dai più giovani.
Birra e convivialità: un linguaggio comune
Dai ritrovi informali alle celebrazioni collettive, la birra resta il filo conduttore dei momenti condivisi. È la compagna naturale degli incontri tra amici (73%), delle feste tradizionali (58%) e degli eventi sportivi (39%). La Gen Z predilige un approccio spontaneo e leggero, mentre Millennials e Gen X continuano a valorizzare il piacere e la dimensione sociale della bevanda.
Parallelamente si afferma una convivialità più selettiva e consapevole: fuori casa si prediligono esperienze mirate, mentre in casa cresce la tendenza all’home dining, con maggiore attenzione agli acquisti e al consumo responsabile.
Il fenomeno “sober curious” e l’impatto del Dry January
Una delle tendenze più rilevanti è la crescita del movimento “sober curious”, trainato soprattutto dalla Gen Z. Non si tratta di rinunciare all’alcol, ma di adottare un approccio più equilibrato, focalizzato sul gusto e sulla qualità piuttosto che sulla quantità.
In questo contesto si inserisce il Dry January, sempre più conosciuto anche in Italia, con la Gen Z come fascia più informata e ricettiva. Le motivazioni che spingono ad aderire riguardano salute (31%), benessere post-festività (31%) e desiderio di ridurre i consumi abituali (29%).
Una riflessione culturale e scientifica
Nel suo contributo, la professoressa Ombretta Marconi, direttrice del CERB dell’Università di Perugia, offre una lettura approfondita del ruolo culturale e sociale della birra oggi. Sottolinea come la bevanda incarni simultaneamente tradizione e modernità, rispondendo alla crescente domanda di autenticità, sostenibilità e trasparenza.
La ricerca scientifica – spiega Marconi – gioca un ruolo chiave nel garantire qualità, innovazione e processi produttivi più sostenibili, contribuendo allo sviluppo di un settore che sempre più si riconosce in valori condivisi da un pubblico eterogeneo.
Una bevanda che evolve insieme agli italiani
«La birra si conferma una compagna autentica dei momenti che uniscono – commenta Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra – arricchendosi di nuovi significati legati a moderazione, responsabilità e qualità. È un segnale che incoraggia la filiera a investire in una cultura del bere sempre più consapevole e orientata al benessere.»
La versione integrale del CIB è disponibile qui:
https://assobirra.it/pdf/CIB_IIIediz2025.pdf
Il Centro Informazione Birra resta dunque una bussola fondamentale per comprendere non solo l’evoluzione del settore brassicolo, ma anche quella dei valori e degli stili di vita degli italiani.






