Antonio Infantino, “La Ruota della Vita” è il testamento artistico e spirituale del visionario artista lucano

Antonio Infantino La Ruota della Vita, album postumo in doppio vinile e digitale

Antonio Infantino La Ruota della Vita esce il 25 settembre e rappresenta il testamento artistico e spirituale del visionario artista lucano. A sette anni dalla sua scomparsa, arriva l’album postumo di una delle figure più radicali e originali della cultura italiana del secondo Novecento, disponibile in digitale e in doppio vinile a tiratura limitata e numerata.

Pubblicato da Black Tarantella in collaborazione con Futurecords e distribuito da Audioglobe, “La Ruota della Vita” raccoglie ventuno tracce registrate pochi mesi prima della morte di Infantino.

Il disco restituisce l’ultima testimonianza sonora di un artista che ha attraversato musica, poesia, architettura, performance, antropologia e rito, trasformando la tradizione lucana in un linguaggio contemporaneo, libero e profondamente visionario.

Antonio Infantino, “La Ruota della Vita” esce il 25 settembre

“La Ruota della Vita” sarà disponibile dal 25 settembre in doppio vinile a tiratura limitata e numerata e in formato digitale.

Il progetto porta la firma di Black Tarantella, Futurecords e Audioglobe, e nasce come pubblicazione postuma di un materiale registrato nel 2017, poco prima della scomparsa dell’artista.

Più che un semplice album, il lavoro si presenta come una sintesi estrema e necessaria del percorso di Antonio Infantino: una musica rituale, diretta, essenziale, costruita attorno alla voce, agli strumenti popolari e al ritmo come esperienza collettiva.

Ventuno tracce in presa diretta

Le ventuno tracce di “La Ruota della Vita” sono state incise in presa diretta, senza sovraincisioni e senza interventi di post-produzione.

Questa scelta restituisce l’autenticità di un suono nudo e necessario, lontano da qualsiasi artificio, in cui ogni brano conserva la forza del gesto vivo.

La registrazione diventa così documento, rito e memoria: non una ricostruzione, ma la fotografia di un momento artistico preciso, attraversato dall’urgenza espressiva che ha sempre caratterizzato l’opera di Infantino.

Il testamento artistico e spirituale di Antonio Infantino

“La Ruota della Vita” racchiude il senso più profondo di una ricerca durata oltre cinquant’anni.

Nella visione di Antonio Infantino, musica, poesia, filosofia, antropologia e rito non sono discipline separate, ma parti di un’unica esperienza capace di unire corpo, pensiero e spiritualità.

Anche la veste grafica porta la firma dello stesso Infantino, che ne seguì personalmente ideazione e impaginazione, concependola come parte integrante dell’opera.

Una musica libera, rituale e collettiva

La musica di Antonio Infantino nasce da una relazione profonda con la Lucania, ma non si limita mai al recupero della tradizione.

Il suo lavoro trasforma strumenti popolari, ritmi ancestrali, canto e corpo in una forma contemporanea di liberazione individuale e collettiva.

In “La Ruota della Vita” questa tensione emerge con particolare forza: ogni traccia sembra muoversi tra memoria e trasformazione, tra radice e visione, tra canto popolare e sperimentazione.

Il ricordo di Andrea Aragosa

Andrea Aragosa, produttore artistico del disco per Black Tarantella, ricorda il primo incontro con Antonio Infantino nel 1999, al Festival Sentieri Mediterranei di Summonte.

Quella sera, insieme ai Cantori di Carpino, Matteo Salvatore e i Tenores di Bitti, nacque un dialogo fatto di musica, tarantismo, tradizione greca e ricerca artistica.

Negli anni il rapporto tra Aragosa e Infantino si consolidò, fino alla decisione, nel 2017, di registrare un disco che fotografasse un momento preciso del percorso dell’artista.

Le registrazioni a San Nicola La Strada

Le sessioni di registrazione si svolsero nel settembre 2017 al Vessel Recording Studio di Nicola Tranquillo, a San Nicola La Strada, in provincia di Caserta.

L’idea era chiara: registrare senza artifici, senza fronzoli, con microfoni e riprese da capo a fondo, lasciando emergere la verità del suono.

Andrea Aragosa racconta un lavoro condiviso quasi senza interventi, in cui scaletta, rituale, gesti e strumenti furono definiti insieme a Infantino, nel rispetto totale della sua visione.

Una vita di musica e ricerca

Antonio Infantino, nato nel 1944 e scomparso nel 2018, è stato musicista, poeta, architetto, performer e pensatore.

Partendo dalla tradizione della Lucania, ha costruito un linguaggio personale capace di dialogare con il teatro d’avanguardia, il free jazz, la poesia beat, l’elettronica, le culture musicali del Mediterraneo e del Brasile.

La sua opera ha anticipato molte delle contaminazioni che oggi vengono associate alla world music, dimostrando la vitalità contemporanea della cultura popolare.

Il tarantismo come metafora contemporanea

Il centro della ricerca di Infantino è il tarantismo, liberato dalla sola dimensione folklorica e trasformato in metafora della condizione umana contemporanea.

Per Infantino, il “tarantolato” non è soltanto una figura della tradizione contadina, ma chiunque viva alienazione, sfruttamento, precarietà, emigrazione o perdita di identità.

La taranta diventa così simbolo di ogni forma di violenza sociale capace di avvelenare l’esistenza, mentre la musica si trasforma in rito di liberazione, energia collettiva e gesto politico e poetico.

I Tarantolati di Tricarico

Da questa visione nascono i Tarantolati di Tricarico, esperienza artistica e umana con cui Infantino coinvolse i giovani del suo paese in un laboratorio permanente di musica, danza e creatività.

Album come “I Tarantolati”, “La Morte Bianca – Tarantata dell’Italsider”, “Follie del Divino Spirito Santo” e “La Tarantola va in Brasile” raccontano un Meridione lontano dagli stereotipi.

Il Sud di Infantino parla al mondo attraverso strumenti popolari, ritmi ancestrali, improvvisazione e continue contaminazioni internazionali.

Collaborazioni e incontri

Nel corso della sua carriera, Antonio Infantino ha collaborato con Dario Fo, con i musicisti del Living Theatre e con Fafá de Belém.

Ha inoltre intrecciato il proprio percorso con protagonisti della Beat Generation come Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti e John Giorno.

Accanto all’attività musicale, ha pubblicato il libro di poesie “I denti cariati e la patria”, introdotto da Fernanda Pivano, e ha dialogato con figure dell’arte contemporanea come Michelangelo Pistoletto e Jannis Kounellis.

Dal Brasile alla Lucania

Il lungo soggiorno in Brasile arricchì ulteriormente la ricerca di Infantino, aprendo un dialogo tra taranta, samba e candomblé.

Questa esperienza rafforzò la sua idea di una musica capace di superare confini geografici e culturali, senza perdere il legame con la terra d’origine.

Lucania, Tricarico, Firenze, Mediterraneo e Brasile diventano così luoghi di un’unica geografia poetica e sonora.

Un’influenza lunga generazioni

La ricerca di Antonio Infantino ha influenzato profondamente intere generazioni di musicisti, artisti e studiosi.

Tra coloro che hanno guardato alla sua opera figurano Eugenio Bennato, Peppe Barra, Teresa De Sio, Giovanna Marini e Vinicio Capossela.

Infantino ha però sempre mantenuto una radicale indipendenza creativa, percorrendo una strada personale anche quando taranta e tarantismo non erano ancora tornati al centro del dibattito culturale.

La tracklist di “La Ruota della Vita”

1. “Annunciazione”.

2. “Sigillo Magico”.

3. “Rota”.

4. “La Ruota della Vita”.

5. “Crai M’n’Vac”.

6. “Vulessia”.

7. “La Festa del Paese”.

8. “Anonimo Cittadino”.

9. “In Trance”.

10. “La Gatta Mammona”.

11. “La Morra”.

12. “Tara Tara”.

13. “Comm’ Ball’ Bell’”.

14. “Respiro”.

15. “Frate Focu”.

16. “Fonemifosfemi”.

17. “DinDon”.

18. “Trilogia”.

19. “Soli Soli”.

20. “Cifre da Capogiro”.

21. “Alla Fine della Festa”.

Crediti tecnici e artistici

Produzione artistica: Andrea Aragosa per Black Tarantella Srl.

Antonio Infantino: voce e chitarra.

Agostino Cortese: cori, gran cassa e cubba cubba.

Pasquale Montesano: cori, percussioni e cubba cubba.

Rosario Gigliotti: cubba cubba.

Xihan Zhang: voci ed elettronica.

Il suono delle api: registrato da Antonio Infantino.

Produzione esecutiva: Mario Aragosa per Black Tarantella Srl.

Registrazione, mix e master: Vessel Recording Studio di Nicola Tranquillo, San Nicola La Strada, Caserta, settembre 2017.

Progetto grafico: Antonio Infantino.

Foto: Nicola Tranquillo.

Ringraziamenti: Victoria, Katrine e Cristina Infantino.

Etichetta, distribuzione e ufficio stampa

Etichetta: Black Tarantella / Futurecords.

Distribuzione: Audioglobe.

Ufficio stampa per Futurecords: BIG TIME, pressoff@bigtimeweb.it.

Antonio Infantino, una biografia radicale

Antonio Infantino nacque a Sabaudia da una famiglia di Tricarico e crebbe tra la Basilicata e Firenze.

A Firenze si laureò in Architettura e collaborò con il gruppo radicale UFO, sviluppando fin dagli anni Sessanta una ricerca che attraversava poesia, arti visive, musica e performance.

Le sue installazioni dialogavano con l’arte povera e concettuale, mentre i suoi concerti diventavano esperienze collettive in cui il pubblico era chiamato a partecipare fisicamente al rito musicale.

La musica come libertà e trasformazione

Le performance di Infantino erano costruite su strumenti poveri, percussioni, improvvisazione e partecipazione del pubblico.

Per questo molti lo hanno definito uno sciamano, ma la sua figura va letta anche come quella di un pensatore capace di costruire, attraverso la musica, una vera filosofia del riscatto.

La cultura popolare, nella sua visione, non appartiene al passato: è una forza creativa capace di interpretare il presente e immaginare il futuro.

La forza viva della tradizione

Quasi a lasciare una sintesi del proprio pensiero, Antonio Infantino ha riassunto così il senso della sua ricerca: “La forza della tradizione sta nel suo valore. È un tesoro, un’energia viva che costituisce la ricchezza”.

“La Ruota della Vita” sembra nascere esattamente da questa consapevolezza: la tradizione non come oggetto da conservare, ma come energia da rimettere in circolo.

In questo senso, l’album postumo non chiude un percorso, ma lo rilancia, consegnando all’ascolto contemporaneo una voce ancora necessaria.

Informazioni

Artista: Antonio Infantino.

Album: “La Ruota della Vita”.

Uscita: 25 settembre.

Formati: doppio vinile a tiratura limitata e numerata, digitale.

Etichetta: Black Tarantella / Futurecords.

Distribuzione: Audioglobe.

Produzione artistica: Andrea Aragosa per Black Tarantella Srl.

Numero tracce: 21.

Registrazione: settembre 2017, Vessel Recording Studio, San Nicola La Strada, Caserta.

Progetto grafico: Antonio Infantino.

Ufficio stampa: BIG TIME, pressoff@bigtimeweb.it.

Con “La Ruota della Vita”, Antonio Infantino consegna il suo ultimo rito sonoro: un disco essenziale, libero e profondamente spirituale, in cui la Lucania, il tarantismo, la ricerca poetica e la forza della tradizione tornano a girare come una ruota viva, capace ancora di parlare al presente.

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