Cervino CineMountain 2026 assegna il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée a “Where We Used to Sleep” di Matthäus Wörle. Il film si aggiudica il riconoscimento più prestigioso del festival, tradizionalmente considerato l’Oscar del cinema di montagna, al termine di una ventinovesima edizione che ha confermato la vocazione internazionale della manifestazione.
Il premio chiude un’edizione costruita attorno alla montagna come osservatorio privilegiato delle grandi trasformazioni del presente. Con 41 film in concorso, 14 anteprime italiane, 3 anteprime mondiali e una selezione capace di attraversare documentario, finzione, animazione e linguaggi ibridi, il Cervino CineMountain ha interrogato il rapporto tra uomo, territorio e cambiamenti ambientali.
La vittoria di “Where We Used to Sleep” riflette in modo particolarmente efficace il filo conduttore dell’edizione 2026: raccontare le terre alte non soltanto come luoghi di impresa e avventura, ma come spazi in cui memoria, identità, crisi climatica e trasformazioni sociali diventano visibili con forza.
“Where We Used to Sleep” vince il Grand Prix des Festivals
Diretto da Matthäus Wörle, “Where We Used to Sleep” è ambientato nel villaggio rumeno di Geamăna, quasi completamente sommerso dai fanghi tossici di una miniera di rame.
Il film segue Valeria Praţa, una delle ultime abitanti rimaste a vivere in un luogo che il progresso industriale ha cancellato dalle mappe. Attraverso il suo sguardo, l’opera costruisce un racconto intenso di memoria, resistenza e devastazione ambientale.
La storia locale diventa così una riflessione universale sulla perdita, sulla resilienza e sul legame tra persone e territori feriti. Proprio questa capacità di unire forza cinematografica e urgenza contemporanea ha reso il film il vincitore del premio principale.
Trailer del film: guarda il trailer di “Where We Used to Sleep”
Una scelta in linea con il tema dell’edizione
La XXIX edizione del Cervino CineMountain ha messo al centro la montagna come luogo in cui le trasformazioni del nostro tempo si manifestano con particolare evidenza.
Cambiamento climatico, crisi degli ecosistemi, mutamenti delle comunità, rapporto tra tradizione e futuro, memoria dei territori e nuove forme di abitare le terre alte sono stati i grandi temi attraversati dalla selezione.
In questo contesto, “Where We Used to Sleep” si inserisce come opera simbolica: un film che racconta un villaggio cancellato dall’industria mineraria e, insieme, la volontà di una donna di restare, custodire e testimoniare.
Menzione Speciale e Premio C.A.I. a “The Oldest Munro Bagger”
La Giuria Internazionale ha assegnato una Menzione Speciale a “The Oldest Munro Bagger” di Christina e Jay Golian.
Il documentario racconta l’impresa dell’ottantenne Nick Gardner, che decide di scalare tutti i 282 Munro della Scozia dopo la diagnosi di demenza della moglie.
Il film si è aggiudicato anche il Premio C.A.I. per il miglior film di alpinismo, confermando la forza di un racconto in cui l’impresa sportiva diventa atto d’amore, resilienza e rinascita attraverso la montagna.
Gli altri premi del Cervino CineMountain 2026
Tra gli altri riconoscimenti assegnati, il Premio Montagnes du Monde è andato a “Whispers in May” di Dongnan Chen, già vincitore del Grand Prize del CPH:DOX.
La Menzione Speciale della stessa sezione è stata attribuita a “The Lama’s Son” di Kesang Tseten.
Il Premio Montagne d’Italia è stato assegnato a “Il rospo e il diamante” di Beniamino Casagrande, mentre il Premio Montagnes Tout Court è andato a “Sukua” di Omar E. Ospina Giraldo.
Il Premio Film Commission Vallée d’Aoste è stato attribuito a “Kimshung – La montagna del destino” di Damiano Levati, con Menzione Speciale a “Renzino” di Pietro Taldo.
Il CVALPS Award è stato assegnato a “Prima dell’Aurora” di Chiara Zoja.
Un festival tra cinema, incontri e cultura della montagna
L’edizione 2026 ha confermato il ruolo del Cervino CineMountain come luogo di dialogo tra cinema e cultura della montagna.
Accanto alla competizione, il festival ha proposto un ricco programma di incontri con registi, attori, alpinisti ed esploratori, rafforzando la propria identità di spazio culturale aperto al confronto tra linguaggi e discipline.
Tra gli appuntamenti più partecipati figurano le serate Mountain Telling, il ciclo di incontri Les Matinées, l’omaggio a Hayao Miyazaki e gli appuntamenti dedicati alle nuove generazioni con Born to Climb e Cervino CineMountain Kids.
L’anteprima mondiale de “Il cantiere del cielo”
Tra i momenti più significativi della programmazione si è distinta anche l’anteprima mondiale de “Il cantiere del cielo – La nuova Capanna Carrel sul Cervino” di Nicolò Bongiorno.
Il film ha arricchito il percorso del festival dedicato al rapporto tra territorio, memoria e trasformazione, confermando l’attenzione del Cervino CineMountain verso le produzioni capaci di raccontare la montagna da prospettive diverse.
L’omaggio a Hayao Miyazaki
L’omaggio a Hayao Miyazaki ha rappresentato uno dei fili culturali più riconoscibili dell’edizione 2026.
Il percorso si è concluso con la serata finale e lo spettacolo “Di Miyazaki e della sospensione”, un tributo alla capacità del cinema di animazione di raccontare il rapporto tra uomo, natura, immaginazione e meraviglia.
Il festival ha così messo in dialogo il cinema di montagna con una delle poetiche più influenti del cinema mondiale, ampliando ulteriormente il proprio campo di riflessione.
La montagna oltre il racconto alpinistico
Con questa edizione, il Cervino CineMountain conferma una linea curatoriale sempre più orientata verso un cinema capace di superare i confini del racconto alpinistico tradizionale.
Le montagne del mondo diventano strumenti per interrogare le grandi questioni del presente: dalla crisi climatica ai mutamenti delle comunità, dalla memoria all’identità, fino alla relazione tra uomo e territorio.
Il cinema di montagna non è più soltanto il cinema dell’impresa, ma un linguaggio contemporaneo capace di leggere il mondo da una prospettiva più alta, fragile e necessaria.
Informazioni
Festival: Cervino CineMountain 2026.
Edizione: XXIX edizione.
Premio principale: Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée.
Film vincitore: “Where We Used to Sleep” di Matthäus Wörle.
Sito ufficiale: www.cervinocinemountain.com
Facebook: @cervinocinemountainfilmfestival
Instagram: cervinocinemountainfestival
Con il Grand Prix a “Where We Used to Sleep”, il Cervino CineMountain 2026 ribadisce la propria identità di festival capace di osservare il presente attraverso le montagne, premiando un cinema che unisce qualità dello sguardo, urgenza ambientale e profondità umana.

