“Tabù. Egon Schiele”: il docufilm arriva al cinema
Torna nelle sale italiane la rassegna “La Grande Arte al Cinema” di Nexo Studios con un nuovo appuntamento dedicato alla storia dell’arte. Dal 20 al 22 aprile arriva al cinema “Tabù. Egon Schiele”, il docufilm prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios e diretto da Michele Mally.
Il film ripercorre la vita e l’opera di uno degli artisti più controversi e rivoluzionari del Novecento, esplorando le radici profonde della sua visione artistica e il contesto culturale della Vienna tra Otto e Novecento.
Un viaggio tra Vienna, Praga e Krumau
Il racconto prende avvio da Krumau, oggi Český Krumlov in Repubblica Ceca, luogo legato alle origini familiari dell’artista e dove Schiele visse insieme alla compagna e modella Wally Neuzil.
Proprio qui si trovava l’Atelier Egon Schiele, la casa con giardino che diventa il punto di partenza per comprendere l’evoluzione di un’arte destinata a sovvertire le regole estetiche e morali del suo tempo.
Attraverso filmati d’archivio e ricostruzioni narrative, il docufilm conduce lo spettatore tra Vienna e Praga, città simbolo delle profonde trasformazioni culturali e sociali che segnarono l’Europa tra XIX e XX secolo.
Il racconto tra arte, psicologia e storia
La vita di Egon Schiele (1890-1918) viene analizzata anche attraverso il contributo di numerosi studiosi ed esperti internazionali.
Tra gli interventi presenti nel film figurano:
Jane Kallir – curatrice del catalogo completo delle opere di Schiele
Ralph Gleis – direttore dell’Albertina di Vienna
Elisabeth Dutz – curatrice capo dell’Albertina
Kerstin Jesse – curatrice del Leopold Museum
Verena Gamper – curatrice del Belvedere di Vienna
Accanto agli storici dell’arte intervengono anche filosofi, psicanalisti e studiosi di letteratura, offrendo una lettura multidisciplinare dell’opera dell’artista.
Schiele e Kafka: due visioni della modernità
Uno dei momenti centrali del film è l’anno 1910, periodo in cui Schiele sviluppa il suo stile più riconoscibile. In quello stesso anno la Cometa di Halley attraversa il cielo europeo, simbolo di un’epoca segnata da trasformazioni profonde.
Il film immagina un dialogo ideale tra Egon Schiele e Franz Kafka, due figure che pur senza essersi mai incontrate condividono una visione inquieta e profondamente moderna della condizione umana.
Le figure contorte e disturbanti dei dipinti di Schiele trovano così un parallelo nell’universo letterario kafkiano, fatto di inquietudine, alienazione e ricerca di identità.
Una colonna sonora intensa
La colonna sonora originale del docufilm è firmata dalla violinista Laura Masotto, che accompagna il racconto con musiche dal forte impatto emotivo.
Il film è guidato anche dalla presenza dell’attrice Erika Carletto, che con la sua voce rievoca le atmosfere culturali della Vienna e della Praga di inizio Novecento.
Un artista ancora contemporaneo
Egon Schiele morì nel 1918, lo stesso anno della fine dell’Impero austro-ungarico e della scomparsa di altri protagonisti della Vienna d’oro come Gustav Klimt.
La sua arte, segnata da temi come la morte, il desiderio, il corpo e l’identità, continua però a parlare al presente. Le sue opere mettono ancora oggi lo spettatore di fronte ai propri tabù, costringendolo a confrontarsi con le parti più intime e inquietanti della natura umana.
L’elenco completo delle sale sarà disponibile sul sito ufficiale di Nexo Studios, con prevendite aperte a partire dal 20 marzo.

