“Lucio Fontana, The Final Cut”: al cinema il documentario sul maestro dei tagli

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Un viaggio nel genio che ha rivoluzionato l’arte

Arriva al cinema solo il 25, 26 e 27 maggio “Lucio Fontana, The Final Cut”, il documentario che racconta la vita e l’opera di uno dei più grandi innovatori dell’arte del Novecento.

Diretto da Andrea Bettinetti e con la voce narrante di Miriam Leone, il film è prodotto da Good Day Films e Nexo Studios nell’ambito della rassegna “La Grande Arte al Cinema”.

Il rivoluzionario dei “tagli”

Lucio Fontana è l’artista che ha cambiato per sempre il modo di concepire lo spazio nell’arte. Con i suoi celebri tagli e buchi sulla tela, ha superato i confini della pittura tradizionale, aprendo la strada a una dimensione nuova, infinita.

Come dichiarava lui stesso:

«Ho creato una dimensione infinita».

Un racconto tra archivi e testimonianze

Il documentario offre un ritratto potente e inedito, grazie alla collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana.

Attraverso materiali d’archivio, molti dei quali inediti, immagini delle opere conservate nei principali musei internazionali e testimonianze di artisti ed esperti, il film ricostruisce il percorso creativo e umano del maestro.

Tra gli interventi, quelli di artisti contemporanei come Antony Gormley, Carsten Höller e Alfredo Jaar, insieme a figure che hanno conosciuto personalmente Fontana, tra cui Michelangelo Pistoletto.

Dall’Argentina a Milano: la vita e l’opera

Il racconto segue le tappe fondamentali della vita dell’artista: dalla nascita a Rosario, in Argentina, alla formazione e all’insegnamento a Buenos Aires, fino alla Milano del dopoguerra, cuore della sua rivoluzione artistica.

Un percorso che attraversa luoghi simbolo come Comabbio, dove Fontana visse e lavorò, e i grandi musei europei e internazionali che ne hanno consacrato l’opera.

Oltre l’arte: spazio, scienza e infinito

“Lucio Fontana, The Final Cut” non è solo un documentario artistico, ma anche una riflessione più ampia su temi come spazio, tempo, luce e materia.

Il film si apre infatti a letture interdisciplinari che coinvolgono filosofia, architettura e scienza, con contributi di esperti come Norman Foster e il filosofo Padre Paolo Benanti.

Un evento cinematografico imperdibile

Distribuito nelle sale italiane per soli tre giorni, il documentario rappresenta un’occasione unica per immergersi nell’universo di un artista che ha ridefinito i confini dell’arte contemporanea.

Un viaggio tra intuizione, sperimentazione e visione, che continua ancora oggi a influenzare generazioni di artisti in tutto il mondo.

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